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I Laboratori

Dal Programma di “Terapia Occupazionale” finanziato dall’allora U.S.L.N°12 Pisa Settore Sociale (anno 1987-88) : “L’attività principale era la decorazione su stoffa (bomboniere, biglietti augurali, canovacci, tovaglie, centri tavola , magliette, felpe e tutto ciò che si può decorare su stoffa).Le tecniche di decorazione erano quelle di pittura e venivano eseguite sia a mano libera che con l’aiuto di mascherine . Secondo il principio della scomposizioni del lavoro in fasi , la decorazione veniva effettuata in un primo momento da qualcuno che fosse in grado di eseguire a mano libera il disegno; questo veniva poi dipinto nelle parti più ampie da chi aveva meno manualità fine, nelle parti più piccole da chi era più abile per capacità attentive di manualità fine e di precisione; infine qualcun altro effettuava le rifiniture del caso. Le persone con maggiore difficoltà utilizzavano invece mascherine di carta autoadesiva (stencil) che garantivano contorni netti , precisi , alle forme da colorare ; talvolta la loro disposizione era gestita da chi poi dipingeva all’interno , altrimenti da una seconda persona che collaborava e coadiuvava il lavoro. Anche i lavori eseguiti con l’uso di mascherine di carta potevano essere soggetti a rifiniture da parte di terzi. In questo modo il lavoro finito era sempre il risultato di una collaborazione tra più persone, disabile e non.

All’interno di questa esperienza ormai pluridecennale, l’impegno costante è stato sempre quello di operare in modo da permettere anche a disabili gravi la possibilità di realizzare semplici lavori.

La scomposizione in fasi , la suddivisione dei compiti in base alle capacità residue dei singoli portatori di handicap, la collaborazione tra più persone e quant’altro apparisse necessario ed agevolare lo svolgimento del lavoro sono stati oggetto di continua sperimentazione e verifica da parte dei volontari impegnati nel laboratorio ”.

Nel settore particolarmente più sviluppato della pittura (LABORATORIO DI DECORAZIONE E PITTURA SU STOFFA) utilizziamo i seguenti principi :
                          
• • Disegno di mascherine : a) ideazione : osservando disegni , si potranno creare le associazioni che permetteranno la realizzazione di figure più o meno complesse da proporre successivamente . b) realizzazione della mascherina : con carta carbone e fissaggio con scotch , la figura viene ricalcata su carta autoadesiva che viene ritagliata (stencil) e direttamente “incollata” sul manufatto da elaborare . Le mascherine possono essere di due tipi : da dipingere interiormente o da dipingere esternamente. c) archiviazione delle stesse .
• • Disegno di modelli : a) osservazione dei lavori precedentemente decorati b) ideazione di nuovi modelli propriamente detti con l’uso di mascherine o con la bozza da eseguire a mano libera .
• • Disposizione delle mascherine : per rendere ognuno più autonomo fin dall’inizio nel disporre le mascherine sugli oggetti da decorare, bisogna fare un allenamento riguardo alle disposizioni secondo criteri geometrici ; mascherine poste in successione , poste in successione ma con intervalli regolari (uso di spaziatore),mascherine disposte su una linea o su una superficie in modo simmetrico rispetto ad un asse o secondo una personale logica .Man mano che viene acquistato confidenza con la metodica , si riesce a valutare “a occhio” le distanze fra le mascherine.
• • Disposizione al lavoro : per garantire una sicurezza nella esecuzione della colorazione , si usa la carta di giornali che viene inserita sotto il disegno.
• • Uso del colore : soprattutto in questa fase , bisogna essere precisi , ordinati , e puliti. Viene preparato il recipiente che conterrà il colore e il barattolo che permetterà di sciacquare il pennello. Si fa molta attenzione ad usare il colore con parsimonia . Si usano colori idonei per la stoffa : alleniamo la composizione dei colori , osservando le variazioni cromatiche e la composizione delle stesse (miscelando i colori) .
• • La pittura : bisogna imparare a procedere nel riempimento degli spazi seguendo una successione dalle parte più interna verso l’esterno del disegno o viceversa , stendendo il colore in modo omogeneo soprattutto con i colori più densi. Nel riempire gli spazi è sempre bene guidare ad un certo ordine di procedimento guidando ad un lavoro pulito specialmente in prossimità dei contorni delle mascherine che si devono eseguire con particolare attenzione , calma e precisione anche utilizzando eventualmente un pennello più fine. A lavoro ultimato curare la pulizia della mascherina prima di toglierla, da fare utilizzando della stoffa arrotolata attorno al dito . Si abitua a controllare sempre di avere le mani pulite e di prendere la mascherina quando la si deve levare dal lavoro , facendo attenzione a non toccare le parti sporche e a non toccare il disegno eseguito. Una volta riempiti gli spazi da dipingere, si esegue la sfumatura di alcune parti : per ottenere ciò , si deve lavorare su uno spazio dipinto di fresco, trascinando del colore diverso e stendendolo secondo un criterio ben definito , in maniera graduale (dal centro verso l’esterno, o lungo tutto il bordo dall’esterno verso l’interno, ecc.).L’allenamento viene fatto con figure inizialmente grandi e semplici e via via più piccole e complesse.                                                   
• • Rifinitura : lavoro generalmente eseguito il giovedì pomeriggio. Si tratta di rifinitura con sfumatura o di contorni con tratti di colore più definiti.
• • Asciugatura e Fissatura : dopo la stesura del colore , lo stesso viene asciugato utilizzando un phon, abituando anche alla percezione del lavoro asciutto. Per la fissaggio, viene usato il ferro da stiro.
• • Archiviazione : oltre a archiviare le mascherine , i lavori finiti vengono documentati fotografandoli e tenendo un “campionario” da usare anche per ricevere ordini.
• • Riordino conclusivo: alla fine di ogni mattinata , tutto il materiale viene rimesso in ordine con pulizia dei pennelli e chiusura ermetica dei colori non usati.

Nel Laboratorio di Pittura , occasionalmente si sono avverate le condizione per eseguire piccoli lavori di TAGLIO (con forbici) , o CUCITO su stoffa o cuoio.

Il laboratorio svolge attività per 3 ore giornaliere (ore 9 - ore 12) dal lunedì al venerdì dal giorno d’inizio della scuola alla chiusura dell’anno scolastico seguendone il calendario delle festività : dal 1994 , l’attività è svolta anche di giovedì pomeriggio (salvo festivi) dalle ore 15,00 alle ore 18,00 momento in cui vengano effettuate le rifiniture .

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E’ attivo anche un LABORATORIO DI CUCINA , con realizzazione di elementi culinari dai prodotti base portati dagli utenti con grande gratificazione degli stessi . Stessi orari del precedente laboratorio.

In questo settore viene data grande importanza all’igiene nelle varie tappe procedurali . La sequenzialità degli eventi viene proposta ripetutamente fino ad ottenere una graduale autonomia nel programmare le varie fasi di elaborazione della procedura.

Viene realizzato o l’impasto per la focaccia o la pasta fresca p.d. che viene successivamente stesa con apparecchio manuale per migliorare il coordinamento motorio . Vengono prodotte o tagliatelle o lasagne che vengono successivamente stese e confezionate in contenitori in alluminio “usa e getta” . Il prodotto finale viene in generale consegnato all’utente che ha portato gli elementi base , affinché lo porti in famiglia per essere consumato, se vuole: altre volte , il prodotto finale diventa oggetto di gratificazione dell’utente da regalare di volta in volta a varie figure che rientrano nel contesto della vita associativa od extra-associativa.

E’ stata iniziata recentemente il venerdì mattina un nuovo laboratorio di ACCONCIATURA PARRUCCHIERA grazie all’intervento volontario di un esperto qualificato : viene insegnato il taglio , la messa in piega su manichini inizialmente e poi su volontari ed anche fra utenti stessi . Si segnala l’enorme effetto gratificante immediato di tale attività .

Un'altra delle aree di laboratorio è finalizzata alla progettazione e realizzazione di lavori in legno od altri materiali, semplici restauri, riparazione e manutenzione di oggettistica varia ed altro (LABORATORIO DI FALEGNAMERIA) .

Queste attività si svolgono dal lunedì al venerdì con orario che va dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 con ragazzi organizzati in piccoli gruppi di varia entità numerica e tipologica che sono guidati da un responsabile con l'aiuto di un o due altri volontari.

Data la diversità dei problemi dei singoli ragazzi che frequentano il laboratorio, si é cercato di attuare risposte quanto mai flessibili, diversificate ed adeguate alle esigenze educative che si sono rese evidenti
• • Realizzazioni semplici ma gratificanti, ad esempio, con ragazzi che si trovano a dover sviluppare una maggiore attenzione, una migliore capacità di concepire e realizzare l'oggetto.
• • Realizzazioni più complesse ed articolate con ragazzi che hanno acquisito maggiore dimestichezza con l'attuazione di progetti suddivisi in fasi quali la ricerca di informazioni, l'individuazione di priorità, elaborazione di soluzioni diverse con aspetti positivi, negativi ed interessanti e quant'altro è possibile elaborare.

E' interessante rilevare come l'attività non rimane confinata all'interno del laboratorio, ma é rivolta anche e soprattutto all' esterno e nelle realtà in cui vivono i ragazzi.

I lavori in legno sono, ad esempio, realizzati su idee che nascono in casa propria o di conoscenti che hanno bisogno di un piccolo mobile o di qualche altro oggetto utile per la casa. Oppure sono gli stessi ragazzi che propongono soluzioni a piccoli problemi di natura pratica.

E la costruzione di questi oggetti richiede il reperimento dei materiali occorrenti, degli oggetti di ferramenta, dei materiali di finitura da rivenditori dove ci si reca spesso e che gentilmente mettono la loro esperienza e la loro competenza a disposizione dei ragazzi.

In generale attraverso lo svolgimento di queste attività si cerca di conseguire molteplici finalità sul piano psicologico, relazionale e sociale.

Lo scopo è quello di fornire, oltre ad una attività varia e gratificante, esempi e modelli di comportamento più adeguati al conseguimento dell'autonomia personale, sostegno in questo difficile processo e regole di comportamento per un migliore inserimento nella vita di relazione.

Viene inoltre promosso l'instaurarsi di rapporti e di frequentazioni tra i ragazzi anche al di fuori dell'ambito dei laboratori che rimangono comunque luoghi di riferimento e di accoglienza.

Attivato anche nel giardino attiguo alla struttura , una attività di “GIARDINAGGIO” che permette , tempo permettendo , di raffinare alcuni lavori di manipolazioni e di abilità manuali.

Dal 1997 , il martedì pomeriggio dalle ore 16,30 alle ore 18,30 viene svolto un LABORATORIO TEATRALE presso il Centro Giovanile Salesiano del CEP Pisa in collaborazione con varie realtà del quartiere: questa esperienza di “drammatizzazione corporea” è svolta in una struttura “aperta” al quartiere in cui è inserita (il CEP) con frequenti momenti di socializzazione globale . La scelta dell’uso del teatro nasce dalla convinzione che il teatro :

È occasione di integrazione fra persone di diverse tipologie che si trovano a interagire per un obbiettivo comune
Ha funzione di stimolo con effetto terapeutico , offrendo la possibilità di sviluppare le potenzialità individuali
Offre la possibilità di affrontare il contatto con un “pubblico” , superando così ogni forma di timidezza e educando ad un graduale processo di autostima.

Nello scorrere degli anni , si è notato un tangibile progresso nei ragazzi che hanno preso parte al laboratorio , in particolare per quanto riguarda la dimensione relazionale e l’apprendimento delle diverse tecniche di espressione teatrale. Lo spettacolo è il risultato di un laboratorio teatrale che vede all’opera persone di diversa età , anche disabili , in un progetto che intende fare uso del Teatro come “ sfondo per integrare “ . Lo spettacolo rinunciando all’uso del linguaggio parlato ( riduttivo e selettivo per l’espressione di tutte le componenti della Compagnia ) valorizza il linguaggio del corpo e dei corpi in relazione , della musica e dei simboli ( linguaggi indubbiamente più universali ) .
• Nel 1997 partecipò la Scuola dell’Infanzia Montessori del CEP Pisa con un progetto di “libro dipinto su stoffa” con elaborazione di uno spettacolo teatrale ( “Il gatto con gli stivali” – Teatro 20+1 CEP Pisa ).
•  Nel 1998 è stato messo in scena un “musical” sul tema della pace ( “Cosi è se vi pace” – Teatro Verdi Pisa) ,
•  nel 1999, in collaborazione con alcune persone facente parte dell’AGESCI di Pisa , è stato realizzato uno spettacolo “Una casa aperta al mondo “ – Teatro Verdi Pisa, affrontando il tema della mondialità.
• Nel 2000 , è stato realizzato un nuovo “musical” con tema il ciclo della vita nell’Uomo e nella Natura ( “Le stagioni della vita “ – Teatro Verdi Pisa) , musical con la collaborazione di due classi della Scuola Elementare Collodi di Pisa .
• Nel 2001 , sempre in collaborazione con la Scuola Collodi di Pisa , è stato realizzato il musical “Ali per ……” sul tema della libertà . Lo spettacolo prevedeva una “prova” aperta a tutte le realtà scolastiche della Città e dei Centri Diurni del Territorio : al termine dello spettacolo i registi , alcuni operatori e alcuni dei ragazzi protagonisti del Laboratorio sono stati a disposizione del pubblico per un dibattito che offriva la possibilità di conoscere ed approfondire l’esperienza del laboratorio stesso dal punto di vista educativo.
• Nel 2002 l’argomento affrontato sempre con la stessa collaborazione delle Scuole Collodi è stato quello del dialogo interreligioso con il musical “ Nel nome di …. “ realizzato al Teatro Verdi con la modalità della “prova” aperta a Scuole e Centri Diurni .
•  Attualmente , è in corso di allestimento con la stessa collaborazione un musical sul genio inventivo dell’Uomo nel Tempo ( giugno 2003) .

Come negli anni precedenti , è stato riproposto , in collaborazione con alcune figure dell’AGESCI di Pisa, una esperienza con lo scopo di migliorare l’autonomia di vari utenti : l’autonomia è stata applicata agli spostamenti cittadini tramite i mezzi pubblici o ad esperienze di vita comunitaria in brevi “campi” .

Recente esperienza , peraltro molto positiva , è stata la presenza di “volontari” della terza età che , collaborando attivamente in modo costruttivo superando i frequenti atteggiamenti pietistici generazionali , hanno trovato nei vari laboratori possibilità di espressione di pregresse competenze e l’opportunità per reagire alla classica “ depressione del pensionato “ . La loro presenza è comunque ulteriore occasione di condivisione fra persone con diverse storie ed esperienze .

A questo proposito , in collaborazione con l’Associazione “ La Tartaruga “ che propone una attività di animazione presso l’ex RSA di Via Garibaldi di Pisa , nel 2001- 2002 è stato instaurata una collaborazione attiva il venerdì mattina : diversi ospiti della RSA venivano con gli operatori della “Tartaruga” presso il Laboratorio per frequentare attivamente le varie aree messe a disposizione per condividere i momenti più significativi delle varie attività ( coiffure , cucina , falegnamerie , pittura) .
 

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E anche quando l'insegnante parrucchiere Piero non c'è ... W L'AUTONOMIA !